Ha perso un’altra occasione buona stasera…
C’è un tizio che assicura di aver parlato tramite un cellulare panamense con un latitante e che il trabocchetto gli è stato tirato dal Maggiordomo che gli aveva giurato che il telefonino fosse suo.
C’è un altro tizio che gli da credito e scrive questa affascinante ricostruzione su un libro.
Fossero due matti al manicomio ci sarebbe da curarli, ma questi non sono malati: ci prendono per il culo.
Nella prossima puntata ci dirà che si è rivolto al Maggiordomo dicendogli: “Uè Africa, sei sul filo del vaffanculo”.
Scritto da Capric alle 23:15, in Spigolature
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Non mi ricordo nemmeno quanti anni son passati… forse quasi una decina.
Andò così: dovevamo andare in montagna con il furgone della parrocchia dell’Osservanza, che in quel momento era l’unico mezzo di locomozione che poteva contenerci (eravamo in sette). Però quella scritta sulla fiancata del furgone era un pò troppo impegnativa… andava alleggerita.
Ci pensò il buon Maicol a srotolare e appiccicare ai finestrini questo capolavoro di poesia ermetica.
Memorabili i momenti in cui le auto in autostrada ci sorpassavano, leggevano il cartello e ci facevano ripassare per farci la foto.
Ah dimenticavo: al parroco fu detto che il furgone si sarebbe diretto all’Abetone, mentre questa foto -se non erro- ci venne scattata a Kraniska Gora, in Slovenia…..
Scritto da Capric alle 22:15, in Spigolature
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E’ stata un’impresa. Ma per un fratello questo ed altro.
Siena-Monaco in macchina col babbo per raggiungere gli amici che avevano organizzato l’addio al celibato del Bobbe (ignaro di tutto, ovviamente) ed erano partiti in aereo il giorno prima. Appuntamento al ristorante in Leopold Strasse.
Il Bobbe viene fatto sistemare al tavolo, mentre un “complice” mi raggiunge fuori dal locale e gli consegno il mio telefonino che con maestria viene portato all’interno del ristorante e nascosto in fondo al tavolo.
Dopo di che, il complice invita il Bobbe a farmi una telefonata… e dopo 2 squilli si rende conto che il mio telefonino sta suonando accanto a lui. E gli dicono di venirmi a prendere, perchè fuori faceva freddo.
Amici miei, in confronto, erano dilettanti…
Scritto da Capric alle 23:20, in Spigolature
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Nello storico Borgo di Vertine si è svolto l’Evento di apertura del PalaCialfi, in memoria di uno dei grandi Maestri pittorici del ’900, autore del Manifesto del Disfattismo.
Il pregevole manufatto assume le sembianze di una tensostruttura che sorge proprio nell’Oliveta in cui furono ritrovati pezzi unici del Maestro.
Banchetto d’apertura che proponeva un ottimo timballo di pane su di un letto di pomodorini e scaglie di cipolla rossa, gli affettati tagliati al coltello, una selezione di formaggi pecorini ed un trionfo di cruditè di maiale ripassate sulla brace.
Come di consueto la cerimonia ha compreso un finale ricco di squisite eresie e bottiglie di vino come piovesse.
Scritto da Capric alle 12:48, in Spigolature
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Manovra……… a pensarci bene è perfetto come termine: questi accorgimenti finanziari sembrano davvero un tentativo di parcheggio.
Ricapitolando: a Luglio, manovra velocissima con applausi bipartisan e freno a mano tirato.
Poi arriva l’Unione Europea (una specie di vigili urbani) che ci fa notare, con garbo: “Ma come cazzo avete parcheggiato, ma lo vedete che siete in doppia fila?”.
Allora, a tempo di record, si riparte e via… alla ricerca di un altro buco. Eccolo, manovra perfetta e parcheggio da manuale. Poi scendono e si accorgono che una ruota è sul marciapiede.
Allora una bottarella davanti, una didietro… lo vedi quanto facevano comodo i sensori!!
Più o meno sono buffi come il filmato qui sotto: ci sarebbe da sganasciarsi. Il problema è che la macchina è la nostra.
Scritto da Capric alle 21:07, in Spigolature
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Forse il miglior ristorante di pesce di Follonica: questa la premessa.
La prima domanda che vi faranno alla prenotazione è: 1° o 2° turno? In genere oto sempre per il 2°, perchè non amo finire di cenare sotto lo sguardo del commensale successivo che ti guarda con un misto di severità e insofferenza. Provo lo stesso disagio di quando un brigadiere mi fissa mentre tento invano di recuperare bollo e assicurazione dal cruscotto.
La seconda domanda è dentro o fuori: c’è una piccola verandina sul lato della strada, con un pò di traffico passeggero. Meglio dentro.
Passiamo alla cena.
Per antipasto ho scelto dei calamaretti in guazzetto con crostini di pane: molto buoni, di una tenerezza commovente e il giusto piglio di sapore. Assaggiato anche una spuma di baccalà da applausi e l’evergreen insalatina di mare tiepida.
Primo: malloreddu con pistacchi di bronte e calamarata. Bilanciamento perfetto di sapori, un piatto esageratamente buono: all’ultimo boccone mi è scesa la lacrima con la consapevolezza che erano terminati.
Ho assaggiato un boccone di pezzogna al forno con patate: corretta, niente di più.
Un assaggio anche del buon semifreddo ai pistacchi, ho declinato la gentile offerta di un amaro artigianale.
Lato bevande: discreta carta dei vini, incentrata ovviamente sui bianchi, con ricarichi corretti ma forse un pò disomogenei. Ho scelto un Gewurz di Terlano, il Lunare 2007 (30 euro). Bel vino, che col tempo si è riscaldato (abbassate il frigorifero!) ed è esploso in profumi e sapori molto floreali, senza diventar mai stucchevole.
Se non è il miglior ristorante della zona è senz’altro quello con il livello medio più elevato: affidabile al 100%.
40 euro a testa, per la mia cena.
Scritto da Capric alle 9:02, in A mangiar fuori
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Al parcheggio dell’Ippodromo dei Pini, il prode Maicol getta uno sguardo di commiserazione verso la propria vetture e dice: “sono gli ultimi momenti da poveri, da domani si gira in Cadillac”.
Studiato le corse nei minimi dettagli, ci pregustiamo la cena al ristorante dell’Ippodromo con tanto di scommesse ai tavoli. Peccato che il ristorante non ci sia più e ci siamo nutriti con una pizza di una cattiveria rara: non l’ho nemmeno finita, tanto era acido il pomodoro.
1° corsa giocata, 1 vincente ed 1 piazzato presi: sale la febbre.
Arriva la tris: ci s’ha in mano un dossier sicuro, niente ci può fermare. Se non il fatto di metterci a chiacchierare e arrivare al botteghino un attimo dopo la chiusura delle puntate. Imprecazioni ed eresie… per fortuna avevamo in mano un dossier sbagliato che non avrebbe portato a nulla di buono.
Per farla breve: disfatta totale nelle corse a seguire.
Meno male al parcheggio s’è ritrovato la macchina
Scritto da Capric alle 10:13, in Spigolature
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A scuola ero piuttosto ciuco in italiano: un tema al massimo veniva un paio di colonne e quando il voto superava il 5 correvo alla cattedra dando il 5 (scusate l’ignobile gioco di parole) ai compagni di classe.
Poi son diventato un ometto e ho iniziato ad apprezzare le parole e le loro sfumature. Probabilmente continuerei a prendere 5 ai temi, ma lasciamo stare.
Ultimamente ce n’è una che mi manda in bestia: quant’altro.
E’ diventata una moda, è sulla bocca di tutti: a trovare il primo che l’ha detta ci sarebbe da fargliela ripetere allo specchio 12.000 volte di seguito per vedere se perde conoscenza.
Se io dico quant’altro parlo di un sistema illusoriamente chiuso. E vado incontro a una disfatta progettuale. Allontano, per timore o per presunzione, la mia lettura del mondo dal mondo com’è. Decido di ignorare le difficoltà che potrò incontrare. Mi difendo rinunciando a confrontarmi veramente con l’altro. (cit. Varanini)
E’ una parola che dice tutto e dice niente, può significare tutto e il contrario di tutto, dipende dalla valenza che ognuno gli vuol dare.
Io preferisco le parole e i gesti semplici, a significato unico, che non hanno bisogno di interpretazioni: come ad esempio un dito medio alzato, che non necessita di nessuna spiegazione ed è a valenza unica.
Scritto da Capric alle 16:46, in C'è qualcosa che non va
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Padrone della spiaggia.
Pardone del mare.
Padrone dei giocattoli.
Scritto da Capric alle 8:59, in Spigolature
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Stasera mi faceva proprio voglia d’ascoltarla.
Scritto da Capric alle 18:32, in Adius di Piero Ciampi
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